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Conosciamo più da vicino Silvano Beltramo, disegnatore torinese, caratterizzato da una grande passione per il suo lavoro e da un talento sconfinato. Le sue collaborazioni sono state e tuttora sono molteplici e siamo contenti di ospitarlo e presentarlo a tutto il nostro pubblico.


– Vignettista, disegnatore, artista. Sono tante le parole con cui definirti! Ma chi è Silvano Beltramo e come è nata la sua passione?
Ciao e grazie a TeamNerd.it per la possibilità di fare questa chiacchierata… e grazie per la definizione di artista, ma in realtà, mi vedo più come un artigiano.

Ho sempre letto moltissimo (mio padre è un grande collezionista di fumetti da sempre), e ho avuto la fortuna di avere in casa di tutto, da Barks a Moebius, passando per i supereroi DC, Marvel e i fumetti Bonelli, quindi disegnare per me è stato sempre naturale, prima con lo stile Disney, la mia prima passione, e poi successivamente passando al realistico.

A partire dagli anni ‘90 ho lavorato per varie fanzine (termine ormai desueto e sostituito da “autoproduzione”) e poi a cavallo dell’inizio del 2000 ho esordito professionalmente pubblicando sulla rivista “Dodo” con il personaggio umoristico “Clarissa” di cui ho disegnato una quindicina di episodi.

Mi sono poi per qualche anno allontanato un po’ dal mondo del fumetto, almeno come disegnatore, lavorando per quasi venti anni per la Pavesio Editore come grafico, illustratore e colorista, e soprattutto, insieme al team di lavoro della Pavesio, organizzando 17 edizioni di Torino Comics

– Il tuo stile è unico. Hai dei modelli a cui ti sei ispirato al fine di trovare la tua identità?
Quando ho iniziato a disegnare fumetti realistici sono stato, come molti della mia generazione, folgorato dallo stile di Claudio Castellini, e comunque dalla scuola americana (Neal Adams e John Buscema tra tutti)… Ho amato moltissimo autori esplosi negli anni 80-90 come Alan Davis, Brian Bolland, John Byrne… da un paio di anni, quando ho ripreso a disegnare professionalmente, ho iniziato a guardare ad autori più lontani dalla mia sensibilità ma che mi hanno fatto maturare molto nello stile, sicuramente svecchiandolo un po’, autori come Matteo Scalera e Sean Gordon Murphy ad esempio.

– Secondo te cosa serve ad un disegnatore per effettuare il famoso salto di qualità?
Lavoro, lavoro e lavoro! Una base di talento deve sicuramente esserci, ma senza un lavoro costante e continuo, che significa anche ricerca e curiosità, non si fa molta strada.

Si dice che ci vogliono 10.000 ore di lavoro per impadronirsi di una qualsiasi arte, beh, penso che dopo un paio di anni di lavoro costante si vedano veramente i risultati.

– Quali sono i progetti di cui vai più fiero e che vorresti ampliare?
Uno dei progetti a cui sono più affezionato (anche per la lunghissima gestazione di 12 anni) è Nidus Haereticorum, un albo di ambientazione storica ambientato nel 1300 scritto da Stefano Quaglia e che è stato sospeso più volte (per causa mia e i miei continui ripensamenti… per alcune tavole ci sono 5 versioni differenti!) per poi finalmente uscire in Italia e Francia, nel 2014; ci sono affezionato anche perché lo considero il mio secondo esordio e il mio rientro nel mondo del fumetto nel 2014.

Un altro progetto che forse vedrà un seguito è Evo-Z (del 2015), il fumetto di fantascienza scritto da Paolo Ferrara e nato come progetto per valorizzare le creazioni e i modelli Sci-Fi di Germàn Impache, che mi ha permesso di muovermi un ambito che amo molto, quello della fantascienza.

Evo-Z inoltre nasceva anche come progetto pensato per un ambito più ampio come quello dei giochi… vedremo se qualcosa in questa direzione si potrà concretizzare.

– Disegnare è un processo lungo ed impegnativo. Quanto tempo dedichi a questo?
Tutto il tempo che posso! Ovviamente questo va bilanciato con il tempo dedicato alla famiglia e agli altri lavori e impegni che porto avanti… mediamente riesco a realizzare 4 tavole la settimana, e per ogni tavola impiego 8-10 ore di lavoro.

Dal 2014 sono passato dalla carta a lavorare totalmente in digitale, e questo mi è servito moltissimo per velocizzare e migliorare il mio lavoro.

– Cosa consigli a chi vorrebbe avvicinarsi al mondo del fumetto?
Non per essere ripetitivo, ma il primo consiglio che posso dare è che se piace disegnare fumetti, è di non essere pigri ma è quello di farli!

Ho avuto, negli ultimi anni, la possibilità di far parte delle commissioni che valutavano agli esami gli allievi di fumetto della Scuola Internazionale di Comics, e molte volte ho notato come per molti ragazzi l’impegno (minimo) finiva nella consegna delle tavole realizzate durante il corso, ma pochi andassero oltre portando magari altro materiale realizzato in autonomia… Se hai questa passione e vuoi lavorare in questo campo, portare a casa il minimo risultato non è sufficiente.

Oggi ci sono, grazie a internet, molte possibilità di farsi conoscere, magari prima con un webcomics, e poi successivamente con una autoproduzione; molti autori sono usciti così, il primo che mi viene in mente ad esempio è Sio…

La concorrenza è tantissima e in un mondo che ormai ha annullato le distanze e avvicinato (almeno virtualmente) tutti, bisogna confrontarsi non solo con altri autori in Italia ma di ogni paese e tradizione. Io penso che il fumetto, come ogni lavoro in campo artistico, sia molto meritocratico… Se c’è il talento e la professionalità alla fine si viene notati, sia dal pubblico che dagli addetti ai lavori.

Come ultimo consiglio, se si vuole approfondire e entrare in contatto con professionisti e altri ragazzi con la propria passione, sicuramente iscriversi a un corso presso una scuola di fumetto può essere molto utile, accelerando la propria maturità artistica…

– Rivelaci qualcosa sul tuo futuro.
Il prossimo anno usciranno alcune storie brevi che ho realizzato per alcuni editori indipendenti per il mercato americano (supereroi e fantascienza, le mie passioni), e sono stato coinvolto in un progetto che ancora non posso rivelare, ma che se andrà in porto mi impegnerà per parte del prossimo anno e che dovrebbe essere presentato a fine 2018.

Continuerò inoltre a insegnare alla Scuola Internazionale di Comics di Torino, nei corsi di Fumetto, Disegno Base e Inchiostrazione Digitale

Ovviamente l’obiettivo finale è quello di continuare a migliorare!

GRAZIE SILVANO BELTRAMO!

Come avrete capito l’impegno, la costanza e la perseveranza rappresentano gli elementi fondamentali. Vi invitiamo a contattarci se volete saperne di più!

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A proposito dell'autore

Siro
Autore

Nato e cresciuto a pane, pallone, videogiochi e soldatini. Spiccati momenti di follia nerd alternati a lacrime facili per le nuove uscite cinematografiche. Se è sopravvissuto al mondo universitario è grazie alla forza di Rohan dentro di sé. O della Forza. O dello Sforzo. Vabbè avete capito, no?

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