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Thor Odinson è un personaggio Marvel creato da Stan Lee, Larry Lieber e Jack Kirby. La sua prima apparizione avviene nell’Agosto del 1962, all’interno del volume Journey into Mystery n.83.
Il supereroe, come facilmente intuibile, prende nome, abilità e tratti dell’aspetto fisico dall’omonima Divinità Norrena.
Il figlio di Odino e Gea, grazie ai poteri derivatigli dal suo doppio retaggio e dal martello incantato Mjolnir, ha il potere di controllare i tuoni e volare.
Thor, con il succedersi delle pubblicazioni, ha assunto innumerevoli alias i cui più famosi e degni di nota sono sicuramente: Il Tonante, Il Dio Del Tuono e Il macellatore di Dei.
La sua ferocia e possenza in battaglia lo hanno reso agli occhi di molti uno degli esseri più potenti del MCU.

La storia editoriale del Dio del Tuono ha avuto inizio pochi mesi dopo la creazione di Hulk: Stan Lee doveva trovare qualcuno in grado di dare filo da torcere al Golia Verde. Chi meglio di un Dio poteva farlo!
Con quest’idea ben precisa Stan entra nell’ufficio di Jack Kirby. Quest’ultimo non esita nemmeno per un secondo e mostra un primo bozzetto del supereroe: egli presenta i tipici tratti fisici riconducibili alle popolazioni vichinghe, l’iconico elmo con le ali e il noto Martello, che convincono immediatamente Stan.
Un personaggio tanto particolare meritava però uno stile altrettanto onirico: nacquero così Lady Sif, Balder, Heimdall, Odino e molti altri valorosi guerrieri provenienti dalla mistica Asgard.

Dopo l’esordio su Journey into Mystery le sue avventure si sono fatte sempre più presenti all’interno dello spillato tanto che, nel 1966, il numero 126 della serie cambiò titolo diventando semplicemente Thor.
Contemporaneamente a ciò, il Dio del Tuono divenne membro del team degli Avengers, nell’omonima serie di Lee e Kirby.

Nel tempo molteplici artisti misero mano, dando il proprio contributo a portare avanti la leggenda del Macellatore di Dei.
Tra i più influenti e importanti ricordiamo Roy Thomas e Walt Simonson i quali hanno ulteriormente enfatizzato la mitologia norrena.

Dal 1998 al 2004 viene rilasciata la seconda testata intitolata Thor, composta da 85 numeri: i fan più accaniti ricorderanno questa serie sopratutto per l’ultimo ciclo narrativo intitolato Ragnarok.
A seguito di quest’evento Thor e tutti gli abitanti di Asgard spariscono per tre anni dal panorama fumettistico per poi tornare a farne parte nel 2007.

Oggi parleremo di un volume celebrativo intitolato Le Ere del Tuono.
In questo volumetto non troveremo un intero ciclo narrativo, bensì quattro delle storie più iconiche del personaggio.
Il filo conduttore delle vicende sarà il Ragnarok: le prime tre vedranno come assoluto protagonista un giovane e irruento Thor, le quali s’intitoleranno rispettivamente le Ere del Tuono, Regno di Sangue e Man of War.
La quarta narrazione si discosterà dal biondo figlio di Odino per raccontare la vita di Skurge L’Esecutore.

Il volume ha una trama semplice e più improntata sulla mitologia da cui Thor trae originariamente ispirazione rispetto a quelle del supereroe che siamo abituati a conoscere.

Nella prima narrazione, omonima del volume, troviamo il biondo figlio di Odino intento a difendere il muro che protegge Asgard dagli attacchi dei giganti glaciali. Quel campo di battaglia gelato si tingeva del loro sangue ogni volta che il Dio colpiva col suo fedele martello.
Un giorno però, stremato dalla battaglia, l’Asgardiano mancò il gigante che con un destro sfonda parte della barriera.

Pochi giorni dopo l’accaduto fece la sua comparsa un operaio di Midgard, che affermò di essere capace di ricostruire la muraglia in un anno: in cambio, però, chiese la mano dell’Incantatrice.
Gli dei pensarono a lungo sul da farsi, fino a giungere ad un accordo: sei mesi per riparare il muro, ed in cambio l’operaio avrebbe ottenuto la mano della Dea. Sicuri del fallimento aggiunsero alla ricompensa anche il Sole e la Luna.

L’operaio accettò e si mise al lavoro senza perdere tempo.
Passati sei mesi gli Dei capirono che qualcosa non andava: l’umile artigiano altri non era che un gigante trasformato in umano da un incantesimo.
Thor, che fino ad ora era rimasto in disparte, con sguardo glaciale lanciò il Mjolnir che trapassò la testa del gigante blu facendolo cadere al suolo. L’Incantatrice, tuttavia, era scomparsa e toccherà a Thor trovarla e riportarla in salvo.

Era il ventitreesimo Ragnarok, Asgard era fredda e coperta di neve, ma tutto pareva essere calmo finchè, nella sala del trono, non entrò la figlia del gigante del gelo.
Odino, alla vista della figura femminile, s’infuriò e la fece rinchiudere; tuttavia Loki la liberò e la condusse nella fucina nanica dove venne uccisa.
Con il suo sangue fu creata una potente gemma, incastonata successivamente in una collana.

Nacque così un potente Amuleto in grado di risvegliare i morti da Hel, dando via così al crepuscolo degli dei, una lotta sanguinosa che non avrebbe visto vincitori, ma soltanto vinti.
I morti risorsero e attaccarono il regno di Midgard; Thor, suo protettore, si lanciò in battaglia, ma nemmeno il Dio poteva resistere ad un’orda inarrestabile come quella dei non morti.
Il figlio di Odino sfruttò allora la sua arma più potente, fondendosi con il sangue dei caduti e dando vita al mostro più raccapricciante che gli umani non avrebbero mai dimenticato, il Colosso Di Sangue.

Il tempo passava e il Ragnarok con esso. La distruzione che fa da sfondo alle vicende però, questa volta non era dovuta a Loki, bensì a Thor.
Proprio così: il figlio di Odino stava seminando il caos per i nove regni, al fine di affrontare il suo stesso padre ed ottenere il ruolo di Sovrano del Regno.
Odino però non scese in battaglia mandando al suo posto le Valkirie: queste potenti guerriere tuttavia, alla vista di un pericolo più grande, si unirono alla lotta al fianco del Dio del Tuono.
Odino non ebbe scelta e dovette combattere in prima persona contro suo figlio. Gli esiti della lotta furono tremendi per entrambi i combattenti: alla fine di essa entrambi avrebbero perso qualcosa di molto importante.

L’ultima vicenda racconta la storia di Skurge L’Esecutore. Non vi è molto da dire riguardo questa parte finale: troveremo infatti un approfondimento del personaggio. Questo racconto non segue una trama lineare ma, anzi, potremmo identificarlo più come un collage, fatto per conoscere gli aspetti caratteriali, il cambio d’ideali e la personale idea di Ragnarok del protagonista.
Una lettura senz’altro interessante, ma non obbligatoria.

Le Ere del Tuono è un albo uscito nell’ormai lontano 2011: molti artisti diversi hanno preso mano alla lavorazione di questo volume, e ciò si nota sia dai cambi di narrazione che dai diversi stili di disegno.
Zircher, Evans, Allred, Mann e Brereton sono gli artefici di un lavoro magistrale, facendo trasparire violenza, rabbia e irruenza tramite i glaciali occhi del portatore del martello.
Matt Fraction sa il fatto suo quando si tratta di trovare ispirazione in un ambito mitologico e mistico, riuscendo così a fondere la vena supereroistica e quella mitologica con risultati stupefacenti.
Le Ere del Tuono è quindi un ottimo starting point per chi vuole avvicinarsi al mondo di Asgard.
Tra le tre storie principali troverete sicuramente la vostra preferita e vi appassionerete agli artisti che l’hanno creata.
Essendo un insieme di One-shot, risulta inoltre fruibile anche a chi non legge fumetti, ma desidera avere solamente un infarinatura generale sul personaggio.

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