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Da un passato come musicista al fumetto, dalla Disney alla Marvel, Tito Faraci  è una delle più importanti personalità in ambito fumettistico italiano. Abbiamo avuto la possibilità di intervistarlo durante il BGeek 2018, scoprite cosa ci ha detto.

– Hai iniziato la tua carriera artistica come musicista, come e perché è avvenuto il passaggio alla sceneggiatura?
Il passaggio è avvenuto attraverso le fanzine, erano in voga prima della nascita del web e soprattutto a metà anni ’80. Avevo una fanzine che si chiamava Anestesia Totale assieme al mio amico Matteo B. Bianchi che oggi è autore televisivo e di romanzi; questo è stato il mio primo approccio con la carta stampata, o per meglio dire fotocopiata. L’idea che mi colpì è che si poteva fare qualcosa su carta che mi permettesse di esprimermi e farmi leggere da qualcuno. C’è stato prima il travaso da giornalista a musicista, il passaggio al fumetto è stata una situazione fortuita ma anche naturale perché leggevo molti fumetti. Mi sono ritrovato a lavorare in un’agenzia editoriale che collaborava molto con Topolino e con la Disney; mi hanno chiesto se volevo scrivere una storia di Topolino: ci ho provato, è andata bene, e da lì è iniziato tutto.

Qual è la storia che più ti è piaciuto sceneggiare? E quale quella che hai ancora nel cassetto e non hai ancora potuto realizzare?
Ogni volta che me lo chiedono è una storia diversa! Forse in questo momento, anche perché è stata da poco ristampata, citerei una storia di Topolino che si intitola Dalla parte sbagliata. È una storia che parla del rapporto tra Topolino e Gambadilegno e della loro reciproca dipendenza, dell’impossibilità che hanno di essere amici ma anche di essere separati. Di solito le storie le scrivo, non le lascio nel cassetto; avrei molta voglia di scrivere una storia tradizionale ma non troppo, che racconti un viaggio di Zio Paperone, un po’ alla Cimino insomma un viaggio esotico: la scriverò sicuramente!

– Uno sceneggiatore è un po’ come un burattinaio che muove a proprio piacimento suoi i personaggi, in quale personaggio che hai sceneggiato ti ritrovi di più?
Alla fin fine mi rivedo sempre nel rapporto tra due personaggi, oggi mi viene da parlare tantissimo di Disney. Mi ritrovo molto nel rapporto che c’è tra due facce della stessa medaglia… Topolino e Gambadilegno di cui parlavamo prima è l’esempio perfetto! Nella loro dicotomia trovo sempre qualcosa di me stesso!

– Hai collaborato anche con Alessandro Baricco. A livello globale il fumetto si sta avvicinando alla letteratura e viceversa, soprattutto in Italia. Cosa pensi, partendo da questa collaborazione con Baricco, del rapporto tra fumetto e letteratura?
Innanzitutto la cosa più bella è che c’è rispetto reciproco: ci sono tantissimi narratori di prosa e romanzieri che sono stati lettori di fumetti e lo sono ancora, ne hanno rispetto e curiosità, lo conoscono e hanno voglia di avvicinarsi a questo mondo come può capitare di avvicinarsi ad altre realtà come quella del cinema. Ci sono maggiori vicinanza e rispetto quindi, c’è sempre da imparare da forme di narrazione diverse dalla propria; io dico che il fumetto non può imparare solo dal fumetto altrimenti si autocannibalizza, può e deve imparare da cinema, serie tv e ovviamente anche letteratura. Mi piace notare che in questo momento queste altre realtà stanno imparando dal fumetto: lo scambio finalmente è alla pari!

– Hai lavorato anche con Sergio Bonelli Editore, una casa che ultimamente sta rilanciando le sue testate con un massiccio processo di svecchiamento. Come vedi il futuro del fumetto italiano?
Più o meno come un passaggio dall’edicola alla classica libreria, senza nulla togliere alla fumetteria! Questa è la grande scommessa oggi, una scommessa che è stata già in altre parti del mondo. I fumetti sono tornati nelle librerie, pensiamo agli Oscar Mondadori, oggi c’è questa nuova tendenza che è la chiave per il futuro. La Bonelli si sta dimostrando in grado di muoversi nel futuro dell’editoria.

– Ultimissima domanda, lascia una perla di saggezza ai lettori di Team Nerd!
Prima di scrivere leggete, le storie nascono dalle storie… Perla di saggezza minimale ma importante!

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