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Per quest’appuntamento non andremo a parlare di supereroi o villain, ma andremo a focalizzarci sul primo volume di una serie passata abbastanza in sordina.
Abbandoniamo quindi futuristiche città, appendiamo i costumi al chiodo e andiamo a vedere cosa succede a Briggs Land, una landa sconosciuta dell’America.

Briggs Land è un appezzamento di territorio statunitense vasto 300 chilometri quadrati, che la famiglia Briggs ha privatizzato sul finire della guerra di secessione e da quel momento gestisce secondo le proprie regole.
Per anni il “villaggio” è stato gestito dal patriarca della famiglia, ma ora qualcosa sta per cambiare.
Jim Briggs si trova attualmente in carcere dove sta scontando una pena per tentato omicidio, sua moglie Grace per anni è stata ai suoi ordini, ma il vento sta cambiando: Grace vuole tagliare fuori il marito e salire al potere.
Tutto sembra semplice con il marito in carcere ed il figlio Isaac, appena tornato dal Afghanistan, a sostenere fedelmente la madre. Se non fosse che la corruzione regna sovrana, fuori e dentro il carcere.
Tornata al villaggio, Grace incontra Caleb, suo figlio maggiore e grande sostenitore degli ideali di suo padre, filo- nazista e subdolo fino al midollo.
Il suo compito nella famiglia è quello di riciclare il denaro sporco proveniente dai traffici di armi e alcolici diretti oltre il confine canadese.
Mentre Grace e Isaac si dirigono verso casa, chiamano Noah, figlio mezzano, per metterlo al corrente della situazione. Noah è il capo della sicurezza che pattuglia il perimetro di Briggs Land.
Durante la notte la casa di famiglia viene presa d’attacco e l’auto di Grace fatta saltare in aria: le guardie ai cancelli non segnalano entrate, deve essere stato qualcuno del villaggio, ed ha così inizio una caccia all’uomo.
La mattina seguente la signora Briggs convoca l’intera famiglia per comunicare loro che l’attacco della sera prima l’ha motivata a proseguire nella sua ascesa al potere.
Il colpevole dell’attacco viene individuato: si tratta di un tossicodipendente abitante del villaggio e grande sostenitore di Jim Briggs.

Trovato e sistemato il colpevole tutto sembra tranquillo, se non fosse che i federali stanno iniziando a capire che chi gestisce Briggs Land non è più colui che si trova in carcere.
Questo metterà Grace alle strette, ricercata tanto dai federali quanto dai Lone Wolves al servizio del marito.
Si preannunciano tempi duri per la famiglia Briggs.

Sangue, soldi, corruzione e famiglia. Briggs Land si può riassumere con queste quattro parole.
Sangue: Perché ci troveremo di fronte a un fumetto che non le manda a dire. Violento e crudo, descrive quasi senza censura una società spaventosamente vicina a quella odierna, un villaggio indipendentista che vive sul filo del rasoio.
Soldi: Il denaro fa girare il mondo e in questa storia è il fulcro di tutto, i mercenari e le armi non si pagano a parole e a Briggs Land lo sanno bene.
Corruzione: Coi soldi si compra tutto, anche un ideale. Pagina dopo pagina ogni personaggio avrà la propria idea, ma la vera domanda è “riuscirà a non farsi influenzare dai verdoni”?
Famiglia: Ultimo punto ma non meno importante, anzi cardine della storia. Secessione, ribellione, indipendentismo e patriarcato hanno fatto prosperare Briggs Land, ma ora tutto questo sta cambiando: al comando c’è Grace, una donna retta che dopo anni di sottomissione da parte del marito ha deciso d’imbracciare le armi e dire la sua.

Come potete aver capito da quanto scritto sopra, non vi aspettate di leggere una storia di fantascienza, con supereroi e mostri, qui è tutto vero, schifosamente e spaventosamente vero.
Brian Wood ha saputo scrivere una trama interessante e al limite della censura, ed in alcuni momenti sembra addirittura che tramite questo fumetto Wood voglia esprimere il suo pensiero.
Certo, Briggs Land è un’opera ucronica, però per molti versi non si discosta troppo dalla realtà.

Tutto viene accentuato dalle illustrazioni di Mack Chater. Disegno semplice, pulito e chiaro che però riesce a diventare più sporco nei momenti di maggior concitazione, quasi a sottolineare la frenesia del momento.
In ultimo grazie, alle palette utilizzate un paesaggio, un volto o un’esplosione sembrano prendere vita, rendendoci molto più partecipi dell’azione.

Vi consiglio questo volume? No, vi dico fate un favore a voi stessi e leggetelo.
ndr. Mi sono imbattuto in questo volume per puro caso, la cover mi ha incuriosito ed ho scoperto un’opera stupenda.

Quindi vi consiglio di esplorare. Non fossilizzatevi sui volumi più blasonati e conosciuti, lasciatevi incuriosire dalle copertine.
Che siano indie, piccole produzioni o laboratori creativi, date un’occasione a ogni fumetto, potreste scoprire nuovi autori, bravissimi disegnatori e trame che normalmente vi sareste persi.

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