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A poche ore dalla sua scomparsa ecco il nostro personale omaggio a Stan Lee, l’uomo che ha rivoluzionato il mondo del fumetto. 

Stan Lee, all’anagrafe Stanley Martin Lieber, nasce nel 1922 a New York da una coppia ebraica d’origine Romena.  

Fin dalla sua adolescenza entra nel mondo del fumetto: un giovane e sbarbato Stan viene preso a lavorare come addetto alle copie per Martin Goodman presso la Timely Comics. Il primo compito che Goodman affida a Lieber è quello di fare una pagina di testo come riempitivo su un numero di Capitan America. Correva l’anno 1941 e fu su quella pagina che apparve per la prima volta lo pseudonimo “Stan Lee”. In quel momento è nata la “Leggenda”, e il mondo intero, insieme alla Timely Comics, se ne rese conto quando a soli 17 anni Lee diventò il più giovane editor nel campo fumettistico.

Ebbene si, era proprio quella Timely Comics l’azienda che un giorno diverrà la Marvel. Ma i tempi non erano ancora maturi e con lo scoppio della seconda guerra mondiale il fumetto americano divenne simbolo di propaganda. 

Al ritorno dal fronte Lee riprese il suo posto, ma qualcosa era cambiato alla Marvel. 

Una campagna moralizzatrice portata avanti dallo psichiatra Fredric Wertham e dal senatore Estes Kefauver aveva fatto calare le vendite dei fumetti, in quanto ritenuti troppo violenti e sessualmente ambigui.
Serviva una ventata d’aria fresca, un’idea nuova per riportare in auge la nona arte. 

Nei primi anni Cinquanta la DC Comics decise di sperimentare qualcosa di nuovo, unendo diversi supereroi sotto lo stesso nome, ideando la Justice league. 

In risposta alla DC Goodman ordinò a Lee di creare un nuovo gruppo di supereroi. Stan rischiava il licenziamento se la sua idea non fosse risultata vincente: fu la moglie che lo spinse a scrivere ciò che gli piaceva senza curarsi delle conseguenze.
Da allora, la carriera di Stan cambiò radicalmente. Entrò nello studio di Jack “The King” Kirby” e i due, insieme, crearono la famiglia più conosciuta dei fumetti: Mister Fantastic, Donna invisibile, Torcia Umana e Cosa, ovvero i Fantastici 4, pubblicati per la prima volta nel novembre 1961. Dopo l’enorme successo iniziarono le grandi collaborazioni con i disegnatori che diedero vita in poco più di due anni ai supereroi più famosi della storia Marvel: Hulk, Thor, Devil, Dr. Strange, gli X-Men e tanti altri. 

Lee riprese in mano e diede nuova linfa vitale a supereroi ormai caduti nel dimenticatoio, come Capitan America e Namor, introducendo la formula “supereroi coi super problemi”, umanizzando i gli eroi finora considerati entità perfette. 

Un’altra grande novità Lee la introdusse negli anni Sessanta, quando divenne capo della maggior parte delle testate Marvel, creando il famoso Marvel Style. 
Innanzi tutto Lee teneva una riunione con i disegnatori. In seguito consegnava loro una sintesi schematica e non una sceneggiatura completa come si faceva in precedenza; a questo punto, il disegnatore componeva lo storytellig, che veniva completato in seguito da Lee con il lettering, scrivendo le didascalie nei baloon. 

In tal modo disegnatore e sceneggiatore lavoravano entrambi alla stesura della trama: per molti, ancora oggi, questa è ritenuta una delle più grandi rivoluzioni del fumetto. 

La vita di Lee non è sempre stata rose e fiori e ogni luce ha la sua ombra. Quella di Stan stava per piombargli addosso proprio per via del suo Marvel Style: la suddivisione equa dei meriti nella stesura del fumetto creò dissapori tra Lee, Steve Ditko e Jack Kirby.

A causa delle differenze d’idee tra lui e Lee, Ditko abbandonò addirittura la testata di Spiderman e la Marvel stessa. Il disegnatore fece ritorno solo dopo che Stan abbandonò il suo ruolo di editor per ricoprire una posizione manageriale. 

Kirby invece fu molto più vendicativo: passando alla DC creò un personaggio parodia di Stan Lee chiamandolo Funky Flashman.
Dopo questi dissapori, comunque, Kirby decise di tornare alla Marvel e di riconciliarsi con Stan. 

La carriera di The Man intanto prosegue: pur trasferendosi in California, Lee continua a produrre strisce per quotidiani. Nel 2000 lavora per la prima volta per la DC Comics firmando la serie Just Imagine. Nel 2004 lancia un servizio d’abbonamento on-line dove poter leggere nuovi fumetti ogni settimana. 

Negli ultimi anni ha anche chiamato in causa la POW Entertainment, azienda che gli aveva fatto firmare un contratto in circostanze poco chiare e al limite della legalità. 

Con l’ascesa dei cinecomics Marvel inizia – o meglio prosegue – con la sua passione di fare cameo nei film, dando vita a esilaranti e brevissime scenette: tutti noi, in ogni film, attendevamo che il suo volto apparisse per pochi importanti secondi a schermo, curiosi e trepidanti di sapere cos’avrebbe fatto o detto. 

Il fato lo ha portato via il 12 Novembre, alla veneranda età di 95 anni, con una vita vissuta quasi sempre al massimo. Innovativo, geniale e sempre sorridente come lo era alle convention e nei cameo.
Ora al cinema non attenderemo più di vedere il suo volto, ma di leggere la frase in “In memory of Stan Lee”, per scoppiare in un fragoroso applauso e per ringraziarlo di tutto quello che ci ha donato e per quanto ci ha fatto sognare di essere supereroi.

Di seguito trovate tutte le apparizione di Stan “The Man” Lee nei suoi indimenticabili cameo.

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