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Avevo visto qualche trailer di Genesis Alpha One; incuriosita ho deciso di testare questo titolo, ma l’avvio mi ha lasciato subito un po’ spiazzata. Per le poche immagini viste, credevo infatti di avere davanti un classico FPS, magari con qualche meccanica di crafting delle armi, ma comunque un FPS, invece i primi momenti di gioco mi hanno fatto capire che c’era qualcosa di più dietro a questo nuovo titolo di Radiation Blue, pubblicato dal Team 17. Siamo davanti ad un gioco che mischia infatti meccaniche FPS a quelle di un più classico gestionale.

Un gioco curioso, ambientato nello spazio profondo e inesplorato; ma non perdiamoci in troppe chiacchiere e andiamo a scoprirlo più nel dettaglio!

Abbiamo, come sempre, distrutto il mondo!

Narrativamente parlando Genesis Alpha One, ripercorre una strada non proprio nuova alle nostre menti: cerchiamo un nuovo pianeta in cui trasferire il genere umano. Perchè? Perchè ovviamente guerre e sfruttamento delle risorse lo hanno reso praticamente inospitale. Data la necessità di trovare una nuova allocazione per il patrimonio genetico dell’uomo, le corporazioni spaziali hanno quindi avuto la brillante idea di mandare in giro per l’universo una serie di cloni affinchè possano trovare una soluzione ospitale.
Da qui il titolo, Genesis Alpha One: ovvero Nuova Genesi per l’uomo.

Dunque pronti per la partenza ecco che si mostra fin dalle battute iniziali la parte più gestionale del titolo: ogni equipaggio ha una nave, giusto? Bene, anche noi possediamo la nostra e ne saremo i primi responsabili. Modulo per modulo dovremo crearla da zero e inserire tutti gli scompari che ci sono necessari. Ovviamente per farlo dovremo utilizzare delle risorse che potremo recuperare direttamente dallo spazio grazie ad uno strano marchingegno che è in grado di raccogliere il materiale nello spazio.
Altra necessaria risorsa è la biomassa: questa ci permetterò di creare nuovi cloni che popoleranno di fatto la nostra nave.
L’equipaggio dunque è formato da una serie di cloni che non possiedono particolari caratteristiche, sono tutti precisamente uguali (beh, in effetti, sono cloni!). Uno sarà scelto in modo randomico per essere il capitano e alla sua morte un altro qualsiasi prenderà il suo posto e verrò da noi comandato.
Importante è il numero dei membri del nostro equipaggio, arrivare a zero implica il game over. Ecco quindi che nelle prime fasi il gioco ci mette davanti il lato più gestionale che sarà per noi sempre un pallino di cui tenere conto. Dovremo non solo coistruire nuovi moduli, ma stare attenti anche alle loro caratteristiche: dovremo curare la biosfera e renderla ospitale per ogni membro. Pian piano capiremo di poter dare vita a nuove razze miscelando il DN alieno e, a quel punto, dovremo porre maggiore attenzione sulle caratteristiche dell’aria all’interno della nostra nave.

Teniamo sempre sott’occhio la situazione

Quello che è importante è tenere sempre sott’occhio la situazione della nostra nave e della nostra crew. Bisogna fare infatti attenzione alle possibili malattie che potrebbero propagarsi a causa di DNA infetto. Ma non solo! Ci sono moltissimi altri rischi per il nostro equipaggio, come un attacco dei pirati spaziali o addirittura un’infestazione aliena! Non è così strano, infatti, attirare qualche forma di vita non desiderata all’interno della nostra nave grazie al raggio traente, ad esempio.

L’infestazione è sicuramente una delle “crisi” più importanti che la nostra nave può vivere, per questo motivo è necessario debellarla il prima possibile per evitare che la creatura non desiderata si insinui nelle parti più nascoste della nave. Se non distrutta in tempo, potrebbe anche riprodursi e pian piano andare ad intaccare parti diverse.
E non pensare di esserne immuni, capiterà anche a voi di avere a che vedere con questa minaccia.

Quindi bisogna essere pronti anche a questa eventualità: armati di lanciafiamme dovremo assicurarci di debellare completamente questo pericolo insieme al nostro equipaggio. Le forze della IA saranno in grado di svolgere alcuni compiti semplici per aiutarci nel nostro scopo. Saranno particolarmente utili nella ricerca delle risorse, in quanto saranno in grado di scannerizzare ad esempio la mappa dell’universo.

Inizialmente questo processo di “disboscamento” è anche carino, ma diventa un po’ noioso a mano a mano che la nostra astronave si allarga, in quanto magari dovremo perlustrare ogni area con un livello di ripetitività piuttosto alto.

Tanta superficie da esplorare!

Non possiamo dire che manchi del vero e proprio contenuto in termini di quantità generale. Ci sono più di duecento pianeti da esplorare generati in maniera procedurale. Insomma fin qui il contenuto non sembra per niente male.
Per esplorare i pianeti non dovremo far altro che che costruirci un hangar e poi potremo iniziare a muoverci tra i pianeti.
Ma non è tutto oro quello che luccica purtroppo! E, infatti, sebbene la quantità di posti da esplorare sia immensa, alla fine le ambientazioni risultano tutte abbastanza spoglie e non proprio ricche di di dettagli.

Di fatto quindi ci limiteremo più che altro a scendere per andare a recuperare risorse, combattendo nemici ad ondate. Manca una parte narrativa consistente che si rafforza ogni tanto grazie a qualche frammento di diario rinvenuto qua e là, ma nulla di più.

Spariamo?

Ma, come abbiamo accennato, Genesis Alpha One, vorrebbe inserire anche una componentistica FPS al suo interno, per questo motivo, in alcuni casi, appunto, avremo modo di affrontare alcuni scontri a fuoco.

Per quel che concerne l’equipaggiamento non possiamo lamentarci più di tanto, l’arsenale offerto è vasto e variegato, il problema consiste proprio nella meccanica di shooting offerta con un po’ troppa superficialità.
I nemici sono spesso identici tra di loro, non solo per quel che riguarda l’aspetto, ma proprio per quel che concerne il combat system. Ecco quindi che, alla fine, ci troveremo a fronteggiarli sempre in modo abbastanza analogo.

Purtroppo quindi quello offerto sul piatto della bilancia non è sufficiente per cerare il giusto equilibrio con il sistema gestionale e chi vuole acquistare il titolo per la parte sparatutto potrebbe rimanerne un po’ deluso.
Un peccato perchè sicuramente questo fronte poteva essere sviluppato decisamente meglio soprattutto viste le premesse e la volontà di realizzare un gioco che fosse un ibrido di più elementi.

In conclusione

In definitiva possiamo concludere dicendo che Genesis Alpha One è riuscita solo a metà. Le premesse erano buone e l’idea davvero molto interessante, soprattutto avvalorata da ottimo uno sviluppo della parte gestionale. Questa si dimostra efficace e organizzata parecchio bene, quello che pecca è però la componentistica FPS che non si dimostra all’altezza del resto.
Purtroppo anche il contorno non supporta a sufficienza un’idea buona, lasciando quindi una sensazione di vuoto, nel vero senso della parola.

Un vero peccato per un titolo che aveva grandi premesse ma che, alla fine, si è soltanto lasciato giocare.

Genesis Alpha One: Recensione - Crafta e spara, crafta e spara!
Il nostro voto:6.7
6.7Punteggio totale
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